Friday, 17 January 2014

JUNKBUILDING (2008)



Se lo Space-junk (spazzatura spaziale) sono i detriti umani che ingombrano l' universo, il
Junkspace (spazio spazzatura) è il residuo che l' umanità lascia sul pianeta. (...) Noi
pensiamo che il Junkspace sia un' aberrazione, una soluzione provvisoria ma è un errore. Il
Junkspace è la realtà. Lo ha elaborato il Ventesimo secolo, e il prossimo secolo ne sarà
l' apoteosi. (...) Il cambiamento è stato staccato dall' idea di miglioramento. Il progresso non
cè più; la cultura barcolla di lato, senza sosta come un granchio fatto di Lsd... il cestino del
pranzo contemporaneo è un microcosmo del Junkspace. (...) Oggi ogni architettura
incarna condizioni opposte simultaneamente: vecchio e nuovo, permanente e provvisorio,
in ascesa e minacciato... Alcune parti si deteriorano come colpite da Alzheimer mentre altre
vengono riqualificate. Poichè il Junkspace è senza fine, non chiude mai...

Tratto da "Junkspace"di Rem Koolhaas (2001)





 Il 2007 è stato l' anno in cui, per la prima volta nella storia, la popolazione mondiale urbana
ha superato la popolazione rurale. La città, è divenuta dunque protagonista assoluta di
dinamiche e relazioni umane, portatrice di massimo benessere ma anche di totale
desolazione e decadenza. Costantemente viviamo tra questi estremi ed è scegliendo
l' ambiente artificiale che abbiamo scelto il distacco definitivo dalla natura, la cui reazione è
stata e sarà il progressivo deterioramento delle risorse e il conseguente aumento del caos.
L' analisi di questo processo e dello spazio fisico che oggi viviamo, ci restituisce
un' immagine ben lontana dall' estetica rassicurante che giornalmente ci viene proposta.
Probabilmente in futuro saremo sempre più sommersi di Junkspace, risulta quindi sempre
più forte l' esigenza di trovare delle chiavi utili a gestirlo e a reinterpretarlo.
Quotidianamente la megalopoli offre ai singoli individui situazioni sempre più provvisorie
ma è di fronte a processi così complessi che diviene possibile affrontare con
consapevolezza contraddizioni e instabilità. L' arte in questo senso ha un grande valore,
poiché spinge alla riflessione personale e concede momenti vitali, ponendosi come
riferimento intellettuale permanente, come filtro utile alla lettura di ciò che abitualmente ci
sfugge o ci appare intellegibile.
Ora, grazie a Triennale, abbiamo l' occasione di lavorare su questi argomenti in un' area
come quella della Bovisa, da sempre coinvolta in temi quali l' energia e la produzione
industriale, e ora sempre più laboratorio urbano di riqualificazione del degrado, di sviluppo
sostenibile e di ricerca e innovazione sociale.
Per tre settimane Triennale Bovisa diventerà un cuore pulsante, un laboratorio aperto in cui
tutte le energie latenti della città troveranno finalmente il modo di convogliare e svilupparsi
attraverso una mostra di arte contemporanea, seminari, conferenze d' architettura,
performance, serate musicali e proiezioni video sul tema urbano. JUNKBUILDING .

(Cit.)









A12, Abbominevole, Alterazioni Video, Enrica Borghi, Tillo Buttinoni, Alessandra Caccia, Vittorio Cavallini, Marvin Crushler, Luca Favella, Francesco Giusti, Robert Gligorov, Franco Guerzoni, Artyom Ignatiev, Victoria Ilyuskina, Anastasia Kadruleva, Luze, Maba, Alessandro Nassiri Tabibzadeh, Konstantin Navikov, Fabian Niederkofler e Matteo Lo Manto, Federico Pepe, Pho, Ivan Plyushehev, Roberto Ratti, Laura Renna, Erika Rocchigiani, Giuseppe Stampone, Stratolin, Ufocinque, Velasco, Zimmerfrei, 108.





























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Con il contributo fotografico dei ragazzi di Junkbuilding 
ed in particolare di IRIS HUMM



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